Il primo lunedì
Ed eccoci qui, il primo lunedì dopo il discorso di C. Sveglia presto, di corsa all'asilo a portare M e poi riunione plenaria in associazione.
Si parla, si discute, si litiga, e finalmente si arriva a una quadra... è difficile organizzare tutto in velocità quando si sperava di poterlo fare con tranquillità, ma questo nemico è terribile e colpisce quando meno ce lo si aspetta. L'unica cosa che speri è che non tocchi mai a te e soprattutto speri di non dover rifare il tampone. Sì, non ve l'avevo detto, ma qualche settimana è toccato anche a me. Coda di un'ora, cottonfioc in gola e via, inizia l'attesa per il risultato e in quell'arco di tempo ogni sintomo, anche il più banale, ti fa pensare di essere positiva, sopratutto quando passano i giorni e il risultato ancora non ti appare sul fascicolo elettronico. Forse dovrebbero dirlo che l'attesa è peggiore del cottonfioc in gola, forse dovrebbero ammettere una sorta di indennizzo per coloro che sono in attesa di quel fantomatico foglio di carta, che arriva via mail intendiamoci, con scritto POSITIVO o NEGATIVO, che poi tutti noi speriamo sempre ci sia scritto NEGATIVO, ammettiamolo!
E così, quando ti svegli la mattina sperando che sul tuo telefono ci sia una mail o un sms dell'ASL, manco fosse un figo paura che deve invitarti fuori, hai quasi paura ad accendere il telefono; sì perchè sia che il messaggio ci sia, sia che non ci sia l'ansia è alle stelle.
Eppure quel giovedì mattina non lo scorderò mai: mi sveglio, prendo il telefono, non so perchè, ma era accanto a me sul materasso, spengo la sveglia e... lo stomaco fa male brucia, lo sblocco con lo sguardo e ci sono delle mail: che novità la mattina ho sempre 10-15 mail da leggere, eppure quel giovedì mattina una mail era della regione Lombardia. Finalmente, penso. Mi fermo, ho l'ansia, e se il risultato fosse positivo? No, spero di no, 4 giorni di quarantena erano già stati troppi. Apro la mail, se ci penso ancora adesso mi tremano le mani, apro il referto in .pdf e....
NEGATIVO, lo rileggo per sicurezza, chiedo a T. di leggerlo, si sa mai che i miei facciano brutti scherzi.
NEGATIVO. Tiro un sospiro di sollievo e la prima cosa istintiva che faccio è scrivere alla mia preside che sì, fra un paio d'ora sarò a scuola di nuovo. Non sapete la soddisfazione di varcare il cancello della scuola.
Ma torniamo al mio lunedì post discorso di C.
Riunione, ipad pieno di appunti, non so neanche io da dove cominciare. A casa lavoro tutto il pomeriggio, preparo cose, scrivo cose, lavoro e in un attimo arriva sera...
La giornata è finita, ho lavorato più che in altri giorni, mi è parso uno di quei giorni di marzo quando eravamo in lockdown e facevo i salti mortali per incastrare lezioni, riunioni e assemblee.
E così mi addormento stremata dalla giornata.
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