Lockdown 2.0

Eccoci qui, di nuovo con l'ansia che C. si metta a parlare la domenica sera. Oggi però la bozza del DPCM circola già da ieri, e da ieri l'ansia incalza. E sì, perchè l'incubo lockdown riappare prepotente. 

Leggo la bozza del decreto una, due, tre volte, alla quarta T. si lamenta che sono sempre attacca a quel "baracco" (nel dizionario di T, baracco significa cellulare) e devo smetterla! Lo appoggio sul divano, ma continua imperterrito a suonare e illuminarsi: sono i colleghi che scrivono, preoccupati per la chiusura dell'associazione prospettata dal decreto. Non è che non ce lo aspettavamo, certo, ma uno spera sempre non succeda, o almeno che succeda sempre più in là, in un tempo poco preciso e poco definito, MAI, si spera sempre in un MAI! soprattutto perchè hai già programmato le lezioni, pensato alle prove da fare, pensato a come gestire la prossima settimana in vista di un ipotetico Lockdown, che si spera non arrivi mai! E, invece, ecco la notifica che C. parlerà alle 13.30. Da un lato non vedevo l'ora che parli, dall'altro mi spaventa. Mentre ci penso, mi arriva la notifica di mia mamma con il DPCM firmato, inizio a leggere ed è subito una pugnalata dritta al cuore, di quello che però non ti uccido, cdi quelle che ti feriscono e ti lasciano lì, agonizzante. Avanzo negli articoli, mi sembra di tornare ai tempo dell'università e di quando lavoravo in studio, con articoli da leggere, sottolineare e interpretare, e capisco sempre di più che quello che si prospetta per le prossime settimane è un mini lockdown: associazione chiusa, spostamenti solo per necessità, non c'è l'ombre dell'autocertificazione. Per fortuna, da un lato, per sfortuna dall'altro, volevo una scusa per comprarmi una stampante nuova!
E così eccoci di nuovo qui, catapultati in mondo fotocopia rispetto a quello che avevamo a marzo: i casi aumentano a vista d'occhio, C. parla tutte le domeniche tenendo incollati alla tv più italiani di Maria!

Iniziano ad arrivare messaggi, chiamate... tutti preoccupati di cosa faremo e come lo faremo. I nostri programmi sono cambiati, o meglio, devono cambiare! Ci organizziamo, predisponiamo nuove riunioni e, senza neanche accorgermene, sono le 23, per fortuna c'è la tv a distrarmi ogni tanto dal pc, dall'ipad, dal cel. T. non si lamenta più di tanto, anzi è preoccupato anche lui e gioca con la puffa. Vado a dormire, mi aspetta un lunedì da incubo!

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