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Lockdown Lockdown Lockdown

 Suona un po' come un mantra: LOCKDOWN,LOCKDOWN,LOCKDOWN, ma non porta niente di buono, anzi.  Ed eccoci ancora qui, con C che ha parlato alla nazione, neanche fossimo in guerra, o forse lo siamo, ci ha illustrato il nuovo DPCM, ci ha spiegato cosa possiamo e cosa non possiamo fare. Sì, perchè se lui non lo dice le persone non sanno leggere un dpcm e interpretarlo correttamente, anzi si lasciano ingannare da dicerie scritte sui giornali a caso. E quindi eccoci qui, a meno di 24 ore dall'inizio di un lockdown soft: posso andare a scuola sì, è un bene o no?, posso portare la puffa all'asilo, uscire per fare la spesa, andare dal parrucchiere, era proprio necessario?, comprare le mutande, si perchè se ci ritroviamo come a marzo che avevo lasciato tutti i reggiseni nella casa in montagna e non potevo acquistarli se non online è un problema! In realtà qui non ho neanche fatto in tempo ad andare in montagna, hanno chiuso prima e chissà se e quando potrò andarci... la cosa è triste...

E se oggi non parla

 Eccoci qui, in attesa di un nuovo DPCM che, questa volta, non sappiamo in anteprima cosa dirà. non è che proprio no ci siano indiscrezioni giornalistiche ovvio, ma sicuramente c'è un po' di nebbia intorno a questo decreto: chi dice cose, chi ne dice altre, chi pensa di sapere tutto, chi invece se ne frega e chi proprio spara a zero su tutto e tutti. Insomma, non si sa ancora niente, e noi siamo qui ad aspettare che C. parli e ci illumini sul da farsi: ormai non si può più organizzare nemmeno il giorno dopo, senza vere l'ansia o il dubbio che qualcosa si possa o non si possa fare. Perchè questa aurea di mistero? Perchè questa indecisione? Perchè siamo qui che non sappiamo cosa succederà domani? Non so voi, ma a me questa cosa infastidisce parecchio, mi mette ansia devo ammetterlo!  Come saremo fra qualche giorno? Come saremo fra qualche settimana? Sinceramente la cosa mi preoccupa, sarò esagerata sicuramente, ma la cosa spaventa e non poco. E cosa siamo qui, in attesa del d...

Un boccata d'aria fresca

 E' martedì. L'idea di svegliarmi, mettermi in auto per andare a scuola mi rilassa. Varcare il cancello della scuola è proprio come respirare una boccata di aria fresca, come ricevere pillole di normalità in una situazione che di normale ha ben poco. Varcare quel cancello, vedere i bambini felici, che indossano le loro buffe mascherine e sorridono con gli occhi, è la cosa migliore del mondo. E' vero andare a scuola in questo periodo non è facile, non è facile spiegare a dei bambini di prima elementare che devono tenere sempre la mascherina, non è facile spiegare ai ragazzi di prima media che non possono sedersi tutti allo stesso tavolo per fare i compiti, che è meglio mantenere le distanze. E' tutto strano, è tutto diverso dallo scorso anno, dallo scorso ottobre precisamente quando eravamo solo tante classi spensierate che pensavano alla festa di halloween, alle vacanze, a come sarebbe stata la neve quest'anno, a quando apriranno le piste da sci. Era tutto normale, ...

Il primo lunedì

 Ed eccoci qui, il primo lunedì dopo il discorso di C. Sveglia presto, di corsa all'asilo a portare M e poi riunione plenaria in associazione.  Si parla, si discute, si litiga, e finalmente si arriva a una quadra... è difficile organizzare tutto in velocità quando si sperava di poterlo fare con tranquillità, ma questo nemico è terribile e colpisce quando meno ce lo si aspetta. L'unica cosa che speri è che non tocchi mai a te e soprattutto speri di non dover rifare il tampone. Sì, non ve l'avevo detto, ma qualche settimana è toccato anche a me. Coda di un'ora, cottonfioc in gola e via, inizia l'attesa per il risultato e in quell'arco di tempo ogni sintomo, anche il più banale, ti fa pensare di essere positiva, sopratutto quando passano i giorni e il risultato ancora non ti appare sul fascicolo elettronico. Forse dovrebbero dirlo che l'attesa è peggiore del cottonfioc in gola, forse dovrebbero ammettere una sorta di indennizzo per coloro che sono in attesa di ...

Lockdown 2.0

Eccoci qui, di nuovo con l'ansia che C. si metta a parlare la domenica sera. Oggi però la bozza del DPCM circola già da ieri, e da ieri l'ansia incalza. E sì, perchè l'incubo lockdown riappare prepotente.  Leggo la bozza del decreto una, due, tre volte, alla quarta T. si lamenta che sono sempre attacca a quel "baracco" (nel dizionario di T, baracco significa cellulare) e devo smetterla! Lo appoggio sul divano, ma continua imperterrito a suonare e illuminarsi: sono i colleghi che scrivono, preoccupati per la chiusura dell'associazione prospettata dal decreto. Non è che non ce lo aspettavamo, certo, ma uno spera sempre non succeda, o almeno che succeda sempre più in là, in un tempo poco preciso e poco definito, MAI, si spera sempre in un MAI! soprattutto perchè hai già programmato le lezioni, pensato alle prove da fare, pensato a come gestire la prossima settimana in vista di un ipotetico Lockdown, che si spera non arrivi mai! E, invece, ecco la notifica che C. ...